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Stop alla fuga di giovani medici all’estero, al via la campagna della Fnomceo

Stop alla fuga di cervelli all’estero, aumentare i posti di specializzazione. Questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dalla Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, con una nuova campagna di grande impatto mediatico.

Sarà infatti amplificata dai social network, dagli organi di stampa e – in collaborazione con gli Ordini provinciali - dai manifesti 6x3 da affiggere nelle principali città. Previsto anche uno spot.

“Offre l’Italia” l’amara riflessione impressa sui manifesti che mostrano giovani medici costretti a lasciare il loro Paese per esercitare la professione.

“Ogni anno – si legge sulle foto - 1500 medici vanno a specializzarsi all’estero. E non tornano. Costano all’Italia oltre 225 milioni. Governo: servono più posti di specializzazione”.

Il senso di questa campagna è chiaro: da un lato si intende sensibilizzare l’opinione pubblica sulla carenza di medici di medicina generale e specialisti, dall’altro si lancia un messaggio chiaro al Governo.  

“Nei prossimi 15 anni – sottolinea il presidente della  Fnomceo, Filippo Anelli – mancheranno all’appello 14mila medici specializzati”.

Nel 2025 la cosiddetta “gobba pensionistica” toccherà livelli da allarme rosso. Senza nuovi specialisti pronti a sostituire i neo pensionati, si arriverà a una sanità senza medici.

Ma la soluzione – ribadisce con forza la Fnomceo – non è di certo quella di abolire il numero chiuso alla facoltà di medicina:  

“Già oggi – spiega Anelli - abbiamo almeno 10mila laureati che non chiedono altro che poter essere specializzati.

Aprire gli accessi alla facoltà di medicina non farebbe che ingrandire la massa di medici che non riescono ad accedere alle Scuole di specializzazione e rimangono, inoccupati, prigionieri nel cosiddetto imbuto formativo.

Tra questi, i 1500 medici che, dopo essersi laureati in Italia, emigrano all’estero per specializzarsi, trovando subito sul posto un impiego a condizioni retributive e organizzative migliori delle nostre.

Abolire ora il numero programmato – conclude Anelli - sarebbe non solo inutile, ma controproducente”.

La ricetta della Fnomceo per uscire dall’impasse è questa:

-          aumentare il numero delle borse (richiesta parzialmente accolta dal  Governo);

-          aumentare i posti per il Corso di Medicina Generale;

-          contrattualizzare gli specializzandi dell’ultimo anno, liberando così risorse per altre 5000 borse;  

-          recuperare i fondi delle borse abbandonate.