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Vaccinazioni, schiaffo dell’Unicef ai no vax: usano i social per disinformare

La disinformazione? È pericolosa come una malattia. Una sorta di “virus” che trova terreno fertile soprattutto sui social network.

A sferrare un duro attacco ai no vax stavolta ci ha pensato l’Unicef.

Un allarme, quello lanciato dal Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, supportato da dati reali e non da chiacchiere: i vaccini salvano più di cinque vite ogni minuto, per un totale di 3 milioni di vite l’anno.  

Ma ora gli importanti progressi registrati negli ultimi 30 anni rischiano di essere vanificati dalla disinformazione che impazza sul web.

Per questo la direttrice generale dell’Unicef, Henrietta Fore, è scesa in campo per dichiarare senza mezzi termini che, “la disinformazione sui vaccini si propaga rapidamente e costituisce una grave minaccia per la salute pubblica".

Grazie ai vaccini sono notevolmente diminuite le morti dei bambini con meno di 5 anni. E proprio ora che si è sul punto di debellare malattie mortali – che mettono a rischio la vita di milioni di minori – tutto questo viene rimesso in discussione.

È vero che tanti bambini - che vivono nei Paesi poveri o segnati dalle guerre - continuano a non essere vaccinati.

Ma è altrettanto vero che oggi è lo scetticismo sull’efficacia dei vaccini a rappresentare una seria minaccia.

E ad alimentarlo è proprio la disinformazione online: "I gruppi anti-vaccino hanno sfruttato efficacemente i social media, creando confusione e alimentando paure tra i genitori, potenzialmente minando i progressi nel raggiungere la copertura vaccinale di tutti i bambini".   

Di qui la decisione dell’Unicef di prendere posizione e di invertire nuovamente la rotta. E fare in modo di raggiungere quei 20 milioni di bambini che ancora non sono coperti da vaccinazioni.

Da un lato si continua a lavorare per migliorare l’assistenza nei Paesi con una sanità compromessa da povertà e conflitti. Dall’altro si punta a neutralizzare le bufale che corrono libere nelle praterie del web.

Tra le idee in campo, quella di promuovere una piattaforma di dialogo che rafforzi la fiducia dei cittadini nei confronti dei vaccini, chiarendo loro – dati alla mano – ogni dubbio.