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Sanità: in Italia spesa pro capite sotto media Ue

La buona notizia è che la spesa del settore sanitario in Italia sta finalmente crescendo, dopo 10 anni di tagli dovuti alla crisi del 2008.

La cattiva notizia è che è comunque inferiore di circa il 10% alla media europea. La somma equivale al 9% del PIL nazionale (anch’esso inferiore alla media europea).

Questi i risultati del summit tenutosi a Roma alla presenza del premier Giuseppe Conte e del Ministro della Salute Giulia Grillo.

Dallo studio emerge inoltre che il nostro sistema sanitario è anche fortemente disomogeneo poiché varia di regione in regione ed è evidente una forte disparità tra il nord Italia, che presenta eccellenze in Piemonte, Lombardia e Veneto, e il sud Italia che invece presenta situazioni più gravi e al limite.

L’altro dato è che invece il numero dei medici risulta in linea con il resto d’Europa: 3.8 ogni 1000 abitanti laddove in Europa la media è di 3.6 ogni 1000.

Il numero degli infermieri invece è pericolosamente basso, solamente 6.1 ogni 1000 abitanti mentre in Europa siamo su 8.4 per mille.

Ne emerge dunque il paradosso italiano, mentre c’è un effettivo accesso universale alla sanità manca però un’adeguata assistenza.

In particolare, al Sud non è raro imbattersi in infermieri costretti a turni massacranti, straordinari e lunghe nottate senza pause. È evidente dunque che manca un’assistenza adeguata per tutti.

Lo sottolinea lo stesso premier Conte, che ha affermato: “Nonostante vi sia un accesso universale, una parte della popolazione ha esigenze sanitarie che non ricevono assistenza...di conseguenza il tasso di infermieri per medici è tra i più bassi in Europa”.
 
RCS Communication