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L’Ordine dei medici: difendere a ogni costo la sanità pubblica

“Il diritto alla salute è sacrosanto: è inaccettabile che le persone arrivino a indebitarsi pur di pagarsi le cure. È necessario fare un passo indietro e tornare a una sanità che sia davvero per tutti, così come indica la nostra Costituzione. Ed è ancora più importante ribadirlo nell’anno in cui cade il 40esimo anniversario dell’istituzione del Sistema sanitario nazionale”.

Lo afferma il presidente dell’Ordine dei medici di Isernia, Fernando Crudele, alla luce dei dati del Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute, diffusi in occasione del Welfare Day. 

Nel 2017 la spesa privata ha toccato quota 40 miliardi

Una chiara presa di posizione a favore della sanità pubblica, da parte dell’Ordine isernino in una fase storica in cui si sta assistendo a un preoccupante declino. Nel 2017 – rivela l’analisi Censis-Rbm - gli italiani hanno speso 40 miliardi di euro senza ricevere rimborsi dal servizio sanitario.

Nel frattempo, l’onda della privatizzazione si riflette anche sulle strutture pubbliche, come testimoniano le manifestazioni in difesa della sanità pubblica e delle realtà ospedaliere più piccole che in queste ore hanno interessato la Sardegna e altre realtà italiane.

Manifestazione per la sanità pubblica al Veneziale

Anche a Isernia il Comitato Bene Comune Veneziale ha organizzato un sit-in per chiedere una sostanziale inversione di rotta.

Certo è che “nel solo 2017 – si legge sul sito web dell’Ansa - gli italiani hanno pagato di tasca propria 150 milioni in esami e visite mediche non rimborsate dal Servizio sanitario. Una spesa talmente alta che ha portato 7 milioni di persone a indebitarsi per pagare le cure.

Dai farmaci per abbassare la febbre alle ecografie urgenti che non possono attendere mesi, dagli occhiali da vista alle sedute dal dentista: per queste e altre spese simili - tutto ciò che riguarda la salute, incluse le spese per cui non è previsto il rimborso del servizio sanitario - gli italiani spendono ben 40 miliardi di euro di tasca propria ogni anno.

Due italiani su tre spendono 655 euro a testa

Una spesa sanitaria privata che non accenna a rallentare, anzi tutt'altro. Al punto che in 4 anni, nel periodo 2013-2017, ha visto un aumento del 9,6%. Il fenomeno ha riguardato oltre 44 milioni di persone, più di 2 italiani su 3, con un esborso di circa 655 euro ciascuno.

In particolare – si legge ancora sull’Ansa - 7 cittadini su 10 hanno acquistato farmaci di tasca propria, per una spesa di 17 miliardi; 6 cittadini su 10 visite specialistiche (circa 7,5 miliardi); 4 cittadini su 10 prestazioni odontoiatriche (oltre 8 miliardi).

E ancora, oltre 5 cittadini su 10 prestazioni diagnostiche e analisi (3,8 miliardi); oltre 1,5 cittadini su 10 occhiali e lenti (circa 2 miliardi).

Crudele: stop ai disagi negli ospedali pubblici della provincia di Isernia

“Ma questi dati – commenta Crudele – non dicono tutto. Chi lavora ogni giorno a contatto con i pazienti tasta con mano la loro rabbia.

I casi di malasanità che finiscono in cronaca sono solo la punta dell’iceberg di un disagio profondo vissuto dalla gente. In passato negli ospedali i cittadini trovavano risposte concrete, oggi solo una serie impressionante di disservizi, causati dai continui tagli.

Il mio augurio è che il nuovo ministro alla Salute  Giulia Grillo riequilibri le forze in campo. Al tempo stesso, non appena ne avrò l’opportunità, chiederò al presidente della Regione Donato Toma di rivedere le decisione presi negli ultimi anni in tema di sanità.

Il servizio pubblico, almeno in provincia di Isernia, è stato sostanzialmente smantellato, con profondi disagi non solo a Venafro e Agnone, ma anche a Isernia. Con questo non voglio dire che la sanità privata debba essere ridimensionata.

A mio avviso è giusto che continui a svolgere un ruolo di supporto al pubblico. Sarebbe invece un errore - conclude il presidente dell’Ordine dei medici di Isernia – proporla come alternativa alla sanità pubblica”.