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L’Ordine dei medici contro l’omeopatia

L’Ordine dei medici contro l’omeopatia, perché fa ancora notizia?

La Federazione nazionale degli ordini dei medici ha ribadito l’inefficacia e l’infondatezza scientifica delle pratiche omeopatiche. Ma l’aspetto preoccupante è che una simile presa di posizione paia una novità

È un po’ come se l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) avesse “preso posizione” contro la teoria della terra piatta, o l’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) si fosse “schierato nuovamente” contro la teoria complottista delle scie chimiche. Ebbene, la notizia raccontata nelle ultime ore da molti giornali (fra cui Repubblica, TgCom24, Ansa, RaiNews e Avvenire) è che la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ossia la Fnomceo, ha fatto sapere che “l’omeopatia non ha effetti scientificamente dimostrati”. Cioè, udite udite, che non funziona.

L’aspetto sconcertante è che, nel 2018, spiegare che una pratica ottocentesca priva di “prove scientifiche” e di “plausibilità biologica” sia inefficace costituisca ancora un motivo di notiziabilità. Quello positivo è che, se non altro, si tratta di un passo avanti sia verso l’accettazione dei risultati della scienza sia contro il dilagare delle pratiche pseudoscientifiche in ambito sanitario.

 

Nell’articolato e ineccepibile approfondimento scritto dal ginecologo e debunker Salvo Di Grazia (con la collaborazione di Luca De Fiore e Roberta Villa) sul portale Fnomceo Dottore ma è vero che…?, la vera notizia – se proprio volessimo trovarne una – è confinata nell’ultima riga: “il consiglio nazionale [Fnomceo] del 24 marzo 2018 ha accolto la richiesta del presidente Anelli di istituire una commissione che riveda la posizione […] in tema di omeopatia”.

Insomma, l’articolo anti-omeopatia pubblicato ieri all’interno del sito di debunking ideato da Fnomceo sembra essere anticipatore di un ripensamento ufficiale da parte della federazione, pronosticato anche da Quotidiano sanità. Per ora, infatti, nel codice deontologico dei medici italiani l’omeopatia è di fatto solo un caso particolare nemmeno citato esplicitamente tra le cosiddette medicine non convenzionali trattate dall’articolo 15 del testo approvato nel 2014, in cui non c’è una presa di posizione netta ma ci si limita ad affermare che “il medico non deve sottrarre la persona assistita a trattamenti scientificamente fondati e di comprovata efficacia […] nel rispetto del decoro e della dignità della professione”.

Sembra però che le modifiche al testo attualmente in vigore, che sull’omeopatia ha una posizione tra l’agnostico e il blandamente contrario, siano imminenti. Infatti, dopo la richiesta del 24 marzo, è arrivato anche un richiamo ufficiale del presidente Filippo Anelli, finito nelle cronache dello scorso 16 aprile, e ora c’è l’articolo di Di Grazia, che in sostanza posiziona l’omeopatia nel calderone delle bufale scientificheinsieme ai braccialetti di rame contro i reumatismi, alla nuova medicina germanica di Hamer e alla cristalloterapia.

In realtà già oggi il codice deontologico – se applicato testualmente – limiterebbe l’utilizzabilità dell’omeopatia, perché da un lato consentirebbe solo ai medici abilitati di prescrivere prodotti omeopatici (per uso integrativo e in caso di disturbi lievi), e inoltre l’omeopata sarebbe tenuto a chiarire che l’omeopatia non ha benefici scientificamente dimostrati (al di là dell’effetto placebo) e a raccogliere un modulo di consenso informato da parte del paziente. Tuttavia, ci sono forti dubbi che tutto ciò avvenga, ma anzi è quasi certo (dice anche Repubblica) che nella pratica tali principi siano diffusamente ignorati.

Vista la situazione attuale, la questione si sposta dall’ambito scientifico a quello sociale, economico e politico. La domanda non è più se l’omeopatia sia efficace o meno (perché la risposta è nota da tempo), ma su come definire e far rispettare un inquadramento legale e deontologico di una medicina non convenzionale sempre più screditata dagli studi scientifici.

L’omeopatia è pericolosa?
Interessanti anche le argomentazioni di Fnomceo sulla sicurezza dei rimedi omeopatici. Se da una parte si ribadisce che, “essendo una terapia basata su sostanze in quantità infinitesimali o inesistenti, non vi sono rischi di effetti collaterali o pericolosi”, dall’altra vengono sottolineati alcuni possibili effetti nocivi, diretti e indiretti. Tra i diretti ci sono gli “eventi avversi gravi dovuti a errori di fabbricazione o contaminazione”, mentre il principale effetto indiretto è che “curare malattie serie con la sola omeopatia può esporre a problemi ulteriori perché può ritardare il ricorso a medicine efficaci e curative“.

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