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Omicidio Palumbo, la Fnomceo: basta proclami, subito la legge sulla violenza agli operatori sanitari

Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, è intervenuto sull’omicidio del medico legale ligure Giovanni Palumbo, chiedendo che vengano presi al più presto provvedimenti seri e dissuasivi. Chiede, in altre parole, che venga approvato al più presto il disegno di legge sulla violenza agli operatori sanitari, già licenziato dal Consiglio dei ministri.Di seguito riportiamo il comunicato stampa integrale diffuso dalla Fnomceo:

“Il 13 settembre eravamo a Bari a ricordare la nostra collega Paola Labriola, caduta nel 2013 per mano di un suo paziente: ora, a distanza di appena quindici giorni, siamo qui a piangere Giovanni Palumbo, il medico legale di Sanremo trucidato l’altra sera. Allora abbiamo gridato, tutti insieme, “Basta con la violenza!”.

Oggi gridiamo ancor più forte, rivolti alle Istituzioni: “Basta con i proclami!”. Al Governo chiediamo interventi seri e dissuasivi, al Parlamento di licenziare in tempi rapidissimi il Disegno di Legge sulla violenza agli operatori sanitari, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri”.

È più che amareggiato, è arrabbiato il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli, costretto ancora una volta a registrare, tra i suoi iscritti, una vittima che poteva, forse, essere salvata.

“Non ci rassegneremo all’indolenza e all’apatia di quanti avrebbero dovuto porre in essere ogni iniziativa per tutelare i professionisti della salute – continua Anelli -. Ringraziamo il Ministro della Salute Giulia Grillo per essersi presa, anche come medico, a cuore la causa, tanto da proporre al Consiglio dei Ministri un Ddl che inasprirà le pene per chi aggredisce un operatore sanitario.

Abbiamo apprezzato l’impegno dei Gruppi parlamentari, che hanno dimostrato la loro sensibilità presentando vari progetti di Legge sulla materia; ci appelliamo ora al Parlamento perché, superando ogni possibile divisione e orientamento, unifichi gli sforzi per approvare in tempi brevi il DDL di iniziativa governativa. Chiediamo l’intervento del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, perché garantisca ai medici di operare in condizioni di piena sicurezza”.

“Dobbiamo però fare ancor di più – aggiunge -, farlo tutti insieme, con le Associazioni di pazienti, con le Istituzioni, con tutte le componenti della Professione, ma anche con i Giornalisti e gli opinion leader: occorre un cambio di passo, un mutamento culturale, per cui il medico, il professionista della sanità, che è lì per te, a guardia della tua salute, non debba pagare con la vita questa sua scelta”.

“L’altro giorno eravamo in piazza con i colleghi dello SMI, il Sindacato dei Medici Italiani, a protestare anche contro la violenza, oltre che per le condizioni di precariato e di sottoccupazione in cui molti colleghi sono costretti a lavorare – conclude Anelli -.

Sono facce diverse di una stessa medaglia: se il medico perde il riconoscimento pubblico e politico del suo valore sociale e civile, perde anche la sua dignità e, di conseguenza, il rispetto dei cittadini. L’aggressione non è che l’ ‘agito’ , la conseguenza estrema di questo riconoscimento mancato e di questo clima di disvalore che è già esso stesso una violenza”.

“Questo omicidio efferato si inserisce in una escalation di aggressioni contro i medici alla quale - ad oggi - non è stato posto alcun sostanziale freno – comunica la Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Liguria -.

La morte di un medico serio e competente, persona perbene e mai “sopra le righe”, non può e non deve lasciare indifferenti le Istituzioni nei confronti di tutta la categoria e, nella fattispecie, dei medici-legali che svolgono un ruolo cruciale nel sistema giudiziario italiano e, come tale, assai delicato ma - purtroppo - privo di adeguati riconoscimenti economici e di garanzie relative alla sicurezza personale.

Si auspica che la Politica intervenga quanto prima affinché la morte di Gianni, oltre che assurda e straziante, non sia stata anche vana”.